
Riflessioni dalla quarta puntata del ciclo di incontri Webinar di Marco Ferrini - 2026
Ci sono momenti della vita in cui sentiamo di non poter più procedere per inerzia. Momenti in cui, con una lucidità non priva di dolore, ci accorgiamo che molte delle scelte che credevamo nostre non sono scaturite da un atto veramente libero e consapevole. Le abbiamo piuttosto assorbite, subite, o silenziosamente consegnate ad altro: ai genitori, alle aspettative, al timore di deludere, alla paura.
È da questa consapevolezza che ha preso avvio la quarta puntata del ciclo di webinar Le Quattro Stagioni della Vita, di Marco Fierrini. Ancora una volta, il Maestro ha saputo trasformare un incontro online in un vero e proprio viaggio dentro di sé.
Dopo aver attraversato, nella puntata precedente, l’infanzia e la preadolescenza — quella fase in cui si esce lentamente dalla totale dipendenza e affiora per la prima volta la percezione di sé, il primo timido “io sono” — siamo entrati nella soglia della giovinezza. Non come semplice età anagrafica, ma come graduale risveglio della coscienza. Ed è qui che avviene un passaggio decisivo: non basta più percepirsi, occorre decidere che cosa fare di ciò che siamo.
È proprio a questo punto che emerge uno dei temi centrali dell’esistenza: il paradosso della scelta. Scegliere significa anche rinunciare; ogni “sì” porta con sé una costellazione di “no”. Ed è in questa tensione che spesso nasce la paura: la paura di sbagliare, di perdere amore, di non essere all’altezza. Una paura che può immobilizzarci, proprio come l’asino di Buridano che, avendo biada da una parte e acqua dall’altra, non riesce a scegliere e finisce per morire di fame e di sete.
Spesso, per paura di sbagliare o di perdere l’approvazione degli altri, oscilliamo tra due estremi opposti: da una parte la scelta impulsiva, presa in fretta per colmare un vuoto, ma priva di radici; dall’altra l’inerzia, cioè l’attesa di una sicurezza assoluta che non arriverà mai, perché, proprio come nel nuoto, non si impara a nuotare restando fuori dall’acqua.
Il segreto di una scelta autenticamente libera non risiede nel calcolo razionale, ma nelle motivazioni autentiche che l'orientano. La saggezza della Bhagavad Gita ci insegna che i sensi sono inferiori alla mente, la mente è inferiore all'intelligenza e, al di sopra di tutto, vi è il Sé (Atman). Tutto muta, ma non tutto in noi è soggetto al mutamento: cambiano le percezioni, i ruoli, le circostanze; eppure, nel cuore dell’esperienza umana, permane un principio più stabile, più vero, più silenzioso, la coscienza profonda, estensione dell’anima, che attraversa tutte le stagioni della vita senza subire alterazioni. Quando impariamo a centrarci in quella dimensione interiore, e a scegliere non per impulso o per ego, ma a partire da quel centro, allora la scelta smette di essere una prigione e diventa un sentiero.
È in questa luce che il Maestro Marco Ferrini ci ha ricordato, con la limpidezza che gli è propria, che l’ego non va distrutto ma educato, e che il desiderio non è un nemico da reprimere, bensì una forza da orientare, come il vento che, se accolto e ben diretto, può gonfiare le vele della barca e condurla verso la sua meta.
Questa consapevolezza, oggi più che mai, è un bene prezioso.
Viviamo in un tempo che ci spinge alla dispersione, all’accumulo delle possibilità, all’illusione che scegliere significhi perdere troppo. E invece, molto spesso, è vero il contrario: non scegliere ci frammenta. Non è la mancanza di possibilità a bloccare la nostra esistenza, ma la dispersione della mente, l’incapacità di raccoglierci attorno a un centro e a una direzione. Per questo ogni scelta comporta anche una rinuncia, ma è proprio tale rinuncia a rendere il cammino più nitido, più fecondo, più reale. Chi pretende di prendere tutto, molto spesso finisce per non accogliere nulla davvero.
Diventa allora essenziale recuperare un metodo interiore, una sapienza del vivere capace di trasformare l’inquietudine in serenità. Ed è qui che la scelta richiede una virtù oggi rara ma decisiva: la coerenza. Non la rigidità, non l’ostinazione cieca, ma la fedeltà a ciò che si è compreso come vero. È questa fedeltà interiore che permette alla scelta di maturare nel tempo e di non dissolversi alla prima difficoltà.
Ti riconosci anche tu in una fase di stallo o di trasformazione? Le stagioni della vita toccano tutti noi, ma possiamo imparare a entrare in ascolto della nostra coscienza attraverso un confronto autentico, da cui nasce il discernimento. Come il Maestro ha ricordato nel corso dell’incontro, finché siamo consapevoli non è mai troppo tardi per riorientare la rotta.
Questo ciclo di webinar non offre soltanto contenuti, ma un vero accompagnamento: uno spazio di riflessione e dialogo in cui può prendere avvio, passo dopo passo, un autentico processo di trasformazione, senza fretta ma senza più rimandare.
Se anche tu senti che è arrivato il momento di fare i conti con le tue scelte – o con quelle che hai rimandato – l’invito è di unirti a noi.
Il prossimo appuntamento è già fissato e il percorso prosegue fino a dicembre: dodici sessioni, una al mese, per attraversare insieme tutte le stagioni della vita.
Con gratitudine a Marco Ferrini per gli insegnamenti che aprono uno spazio di comprensione reale sul cammino della vita.
Barbara Frigerio

