
Quando la scienza incontra Dio
Un viaggio alla riscoperta dell’intelligenza divina della fisiologia umana, in un dialogo fra micro e macro cosmo.
“L’Assoluto entra nel relativo...” - queste parole, pronunciate dal Maestro Marco Ferrini una mattina a Vrindavana durante un nostro viaggio in India, le ho sentite come una freccia che centra l’obiettivo, disvela e rivela ciò che è. Immediato il recupero nella memoria dell’origine delle cellule del sangue: da una cellula totipotente derivano in sequenza tutte le cellule: i globuli rossi, l’infinita varietà dei globuli bianchi, le piastrine (cellule che nutrono, attivano e proteggono).
Questo Assoluto che entra nel relativo è un’immagine potentissima che ci esorta a riconnetterci con Paramatma, l’aspetto divino che presiede alla coscienza nel metaspazio del cuore, quella scintilla che Krishna descrive nella Bhagavad-gita nel capitolo 15, verso 15 nel modo seguente: “Risiedo nel cuore di ogni essere e da Me vengono il ricordo, la memoria, la conoscenza e l’oblio….”
Nella millennaria Tradizione Indovedica il Samkhya, la filosofia, descrive in maniera particolareggiata e scientifica il processo della creazione a partire dal Signore Supremo (Ishvara o Parampurusha, il principio causale dell’universo in ogni Sua manifestazione), la prakriti (la materia primordiale, la sostanza cosmica nella sua forma potenziale), l’intelligenza cosmica (Mahat), il falso ego (il principio dell’individuazione), la mente nelle sue molteplici aspetti, i tanmatra (gli elementi archetipici) da cui derivano le facoltà sensoriali (jnana-indrya), le facoltà d’azione (karma-indrya) e gli elementi materiali grossolani (i mahabhuta). Cogliere nella fisiologia un senso profondo che rispecchia l’unione fra il micro e macrocosmo, fa fiorire la consapevolezza di un testimone (atman) che abita i corpi di varia sostanza materiale, dal grossolano (fisico) ai più sottili (pranico, mentale-sensoriale, intellettivo, il corpo di beatitudine ecc.) e fa realizzare il Mistero di ciò che siamo.
Queste semplici parole risvegliano in me la meraviglia vissuta anni fa mentre studiavo, immersa nelle immagini che, disvelando il disegno divino in ogni cosa, evocavano una profonda sensazione di gioia – la gioia di comprendere e di dare un senso alla mia vita e alle energie sottili che l’hanno guidata e sostenuta.
“L’Assoluto entra nel relativo...” - si è aperto un varco: nei giorni e nelle notti a seguire - sensazioni, pensieri, intuizioni, concetti appresi da poco hanno cominciato a comporsi nella memoria di tutti i miei anni di studio ed è stato come respirare un’aria di una nuova visione: fresca, pulita e nutriente. Rimasi colpita anche dalla descrizione del sistema socio-spirituale del Varna-ashrama dharma, rappresentato come un organismo, in cui ogni comparto sociale (varṇa), di cui la società si compone, e ogni tappa della vita dell’individuo (ashrama), costituiscono componenti armoniosamente integrate:
- Brahmana (spiritualisti): coloro che svolgono il ruolo di precettori spirituali, insegnanti, sacerdoti – metaforicamente rappresentano la “testa” del sistema sociale;
- Kshatriya (amministratori): governatori, politici, forze dell’ordine - rappresentano le “braccia” ;
- Vaishya (imprenditori): produttori di ricchezze, fabbricanti, commercianti, agricoltori, deputati al mantenimento economico della società di cui rappresentano lo “stomaco”;
- Shudra (prestatori d’opera): lavoratori dipendenti - rappresentano le “gambe” della società.
Questa struttura promuove un’interazione armoniosa ed evoluta tra gli individui, che adempiendo ai doveri connessi al proprio ruolo nella società in sintonia con il proprio percorso evolutivo individuale contribuisce a costituire una forma edificante di organizzazione sociale.
Possiamo paragonare i comparti sociali della civiltà Indovedica alla struttura psicofisica umana, perfetta in ogni suo particolare e funzione: cellule/tessuti che amministrano, difendono ed eseguono i compiti ben precisi. A livello micro la cellula è compartimentalizzata ed ogni suo organulo ha una funzione specifica che ne permette il buon funzionamento. A livello macro se pensiamo, ad esempio, alla funzione digestiva, vediamo che tanto più le cellule dello stomaco, del pancreas, del fegato e dell’intestino agiscono in maniera armonica, tanto più il processo è simbiotico, sincronizzato e silenzioso (cellule che, a secondo del compito da svolgere, producono acido per sciogliere alcune sostanze o il muco per proteggere i tessuti; cellule che secernono enzimi in forma inattiva, che vengono attivati successivamente in modo da non distruggere le cellule che li hanno creati). La bile emulsiona i grassi, gli ormoni attivano e bilanciano processi fisiologici fondamentali come metabolismo, crescita, umore e fame, agendo come messaggeri chimici. I movimenti dello stomaco e dell’intestino amalgamano (mescolano) il cibo con succhi digestivi, lo scompongono in pezzi più piccoli e lo spingono lungo il tratto digestivo, facilitando l'assorbimento dei nutrienti e l'eliminazione dei rifiuti. Il cuore (funzione vascolare) produce l’impulso elettrico che deve rispettare un ordine di trasmissione al fine di ottenere un’adeguata contrattilità. Il polmone (funzione respiratoria) permette la diffusione dell’ossigeno e dell’anidride carbonica: albero bronchiale e comparto alveolare sono sinergici per un corretto scambio dei gas. Il sistema nervoso è strutturato in modo che i suoi neuroni e cellule gliali siano strettamente interconnessi e rigorosamente compartimentalizzati – questo consente un corretto funzionamento della fisiologia ed un’armonica relazione tra il nostro ambiente interno (l’apparato psicofisico) e l’ambiente esterno (il mondo percepibile dai sensi e dalla mente). Il sistema muscolare contribuisce alla perfezione del funzionamento dell’organismo umano: ogni cellula è avvolta da fasce sottilissime che scorrono l’una sull’altra per consentire una contrazione armoniosa. Ogni muscolo, composto da un’infinità di cellule, è a sua volta rivestito da un’altra fascia che va poi a formare i tendini che si inseriscono sulle ossa. Ogni muscolo è collegato al sistema nervoso da una giunzione neuromuscolare che attiva o inibisce la contrazione. Le ossa insieme alla muscolatura ci danno sostegno consentendoci di muoverci nel mondo; nella cavità di alcune ossa si trova il tessuto emopoietico che produce le cellule del sangue. Il sistema ormonale (endocrino) agisce attraverso l’attivazione delle ghiandole che si attivano seguendo il ritmo giorno-notte. Il sistema immunitario riconosce le nostre cellule e ci protegge; permea tutte le mucose del corpo che creano l’interfaccia con il mondo esterno, una specie di finestre sul mondo, in ordine di importanza: intestino, vie aeree, bocca, pelle, apparato urogenitale, congiuntive (degli occhi). In questi sedi il sistema immunitario comunica e collabora con il sistema microbico chiamato microbiota. L’intestino in senso lato è considerato la causa in nuce di tutte le malattie in quanto nell’ambito medico-scientifico ci sono ormai tante le evidenze che dimostrano di come l’alterazione del microbiota (le disbiosi) sono alla base di diversi disturbi psicofisici. Le cellule immunitarie “parlano” attraverso molecole chiamate citochine con tutto il nostro corpo fisico, in particolare con il sistema ormonale e nervoso; fanno parte di un sistema in rete definito psico-neuro-endocronicoimmunologia (PNEI) in cui mente, cervello, ghiandole endocrine e cellule interagiscono attraverso una comunicazione continua.
Il sistema sociale della Tradizione Indovedica è incentrato sul concetto di dharma; allo stesso modo il sistema psicofisico umano rispecchia l’ordine cosmico-universale tramite il ritmo giorno-notte e la successione delle fasi della vita: abbiamo un “orologio” centrale nel nucleo soprachiasmatico del cervello che dirige tutti gli altri “orologi” periferici. Dopo diversi anni di studio sull’interazione di questi complessi sistemi della struttura psicofisica, l’insegnamento del Maestro che disvela l’armonia fra il micro e il macro cosmo, risuona nel mio animo in una miriade di sfumature e significati, intrisi da compassione, ammirazione e rispetto nei confronti del creato e del suo Creatore. Ogni volta, quando colgo la sincronia fra le infinite manifestazioni del mondo della prakriti governato dall’intelligenza divina e il mio mondo interiore, sento una profonda gratitudine nei confronti del Maestro di vita che ha acceso in me la fiamma della conoscenza spirituale.
Graziella Dametto
