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Saper vivere il tempo per dare senso alla vita

Riflessioni dalla prima puntata del ciclo di incontri Webinar con Marco Ferrini – 2026

C’è un momento, nella vita di ognuno, in cui il tempo smette di apparire come una corsa o una mancanza. Diventa uno spazio di ascolto. Un luogo in cui ciò che abbiamo vissuto chiede di essere compreso. Non per giudicarci, ma per aiutarci a maturare, per trasformare l’esperienza in consapevolezza.

È da qui che è iniziato il primo incontro del ciclo “Le 4 stagioni della vita” con Marco Ferrini, che ha inaugurato un percorso annuale di dodici incontri, nato per comprendere il tempo non come un limite da subire, ma come una forza educativa che orienta la coscienza e accompagna l’essere vivente nel suo processo di maturazione umana e spirituale.

Il tema che attraversa l’intero ciclo è tra i più decisivi e, al tempo stesso, meno indagati: il nostro rapporto con il tempo.

Quante volte diciamo: “Non ho tempo”, “È troppo tardi”, “Se avessi capito prima…”
Nella prospettiva proposta da Marco Ferrini, queste espressioni rivelano come gran parte della sofferenza umana nasca proprio da qui: da un rapporto distorto con il tempo.

In questo incontro inaugurale del 2026, è stato chiarito un punto essenziale, quasi rivoluzionario nella sua semplicità: il tempo non opera contro di noi.

Non è un tribunale.
Non è un giudice.
Non è un ladro.

Nella visione dello Yoga e della tradizione Bhaktivedanta, il tempo è kāla-śakti, una forza educativa che trasforma le forme senza distruggere l’essenza; corrode i corpi, non lo spirito, e accompagna l’essere vivente verso una maturazione sempre più consapevole della coscienza.

Quando il tempo smette di essere percepito come un nemico, può rivelarsi per ciò che realmente è: un maestro.
Navigare il fiume della vita, come ha ricordato Marco Ferrini, significa allora entrare nella corrente del tempo senza resisterle, attraversandola con consapevolezza, riconoscendone il ritmo e lasciandosi condurre senza smarrire il senso della direzione. La vera arte non è opporsi alla corrente, ma imparare a stare nel fluire della vita.

Vivere “controtempo” genera, invece, sofferenza. Spesso l’incapacità di abitare il qui e ora dipende dal modo in cui ciascuno legge la propria storia: il passato si trasforma in colpa, il futuro in preoccupazione, e il presente diventa uno spazio ristretto in cui ci si limita a resistere, invece di vivere.

Questo percorso di riflessione profonda con Marco Ferrini offre un cambio di sguardo: non per correggere il passato, ma per comprenderlo; non per accusarsi, ma per integrare ciò che è stato vissuto, perché quando il tempo viene riconosciuto come maestro, il passato può trasformarsi in insegnamento, capace di riorientare il cammino.

È in questa prospettiva che Marco Ferrini ci introduce al tema delle stagioni della vita. Uno dei nuclei più toccanti riguarda proprio questo passaggio: non esiste un’età giusta o sbagliata, conta piuttosto come ciascuno percepisce il tempo che sta vivendo.

Ogni fase dell’esistenza, anche quelle confuse, dolorose, apparentemente fallimentari, porta con sé una propria ricchezza di senso. Nulla è sprecato, se viene compreso. Il tempo lavora in silenzio, depositando esperienza e, se lo permettiamo, sospingendoci verso una comprensione più matura di noi stessi e della realtà. È qui che avviene il passaggio decisivo: compassione e comprensione crescono insieme.

Ed è proprio per questo che il ciclo di incontri con Marco Ferrini non offre soluzioni rapide, ma invita a formulare domande vere.

Questo percorso non nasce per offrire scorciatoie né per fornire risposte preconfezionate. Il lavoro prende avvio dalle domande di ciascuno: domande vere, radicate nella vita concreta, che toccano ciò che ci è accaduto, ciò che stiamo vivendo e ciò che temiamo possa accadere. È da qui che può iniziare un autentico processo di trasformazione.

Nella seconda parte, l’incontro di ieri è entrato nel vivo dell’esperienza. Attraverso le domande dei partecipanti sono emersi temi decisivi: l’infanzia come fase in cui l’individuo viene inizialmente educato al rapporto con il tempo, attraverso il ritmo, l’attesa e la relazione; la memoria come spazio in cui il passato può depositarsi come peso o trasformarsi in insegnamento, lasciando nel presente l’impronta delle scelte; la puntualità intesa come virtù che educa, il ritmo della vita e l’arte di trovare misura tra calma ed efficienza, fino alla responsabilità personale nel comprendere le conseguenze delle proprie azioni nel tempo.

Si tratta di temi che non si affrontano per semplice curiosità, ma perché toccano nodi reali dell’esistenza e chiedono di essere compresi: non per colpevolizzare, ma per sciogliere i condizionamenti e orientare con maggiore chiarezza il proprio cammino.
È da qui che prende forma anche l’invito rivolto a chi sente che questo lavoro lo riguarda.

Questo percorso è pensato per chi avverte che il tempo gli sta parlando e non desidera più viverlo come fonte di tensione o di giudizio. Per chi non vuole continuare a portare il passato come un peso e il futuro come una minaccia, e intuisce che dare senso alla vita non significa ricominciare da zero, bensì rimettere ordine, integrare l’esperienza e orientare con maggiore consapevolezza il proprio cammino umano e spirituale.

I dodici incontri del 2026 accompagneranno i partecipanti attraverso le stagioni della vita, intrecciando la sapienza spirituale della tradizione Bhaktivedanta — nelle sue dimensioni filosofica, psicologica e pedagogica — in una prospettiva concreta ed esperienziale, profondamente radicata nell’esperienza umana.

Se quanto hai letto risuona con la stagione della vita che stai attraversando, se avverti che il tuo rapporto con il tempo chiede di essere ascoltato e compreso, questo percorso è aperto anche a te.

Grazie al Maestro Marco Ferrini, i cui insegnamenti attraversano il tempo e lo trasformano in occasione di crescita. 

Barbara Frigerio

Per informazioni sui prossimi appuntamenti:

 

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