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Un 2020 all’insegna del cambiamento realizzabile

Riflessione di Capodanno di Marco Ferrini

Iniziare il nuovo anno con consapevolezza è stata la scelta dei partecipanti al seminario sulle Upanishad in corso presso il Centro Studi Bhaktivedanta, ora Università popolare degli Studi Indovedici. Una scelta dettata da un sankalpa (proposito) preciso: entrare nel 2020 con la giusta prospettiva e ispirazione, grazie alla visione offerta dal maestro Marco Ferrini (Matsya Avatar das). Il suo atteso intervento (QUI IL VIDEO INTEGRALE)

è seguito all’efficace performance teatrale “La vita oltre” scritta e diretta da Tania Zakharova, apprezzata per la scenografia e la qualità di recitazione degli attori non professionisti.

Mentre fuori, per le strade di Ponsacco (PI) - come in tutte le città italiane e del mondo – esplodevano mitragliate di botti augurali, nel campus CSB le persone testimoniavano, con il loro esserci, l’alternativa possibile. Che comincia da scelte semplici, come quella, appunto, di condividere un Capodanno diverso, all’insegna di verità, presenza a sé stessi, valori autentici e coscienza elevata.
«In questo nuovo anno proponiamoci di essere calmi, sereni, ben situati in noi stessi, presenti, per provare a celebrare un nuovo matrimonio tra Terra e Cielo» ha esortato il maestro Ferrini, in un passaggio della sua riflessione. Celebrare il matrimonio tra Cielo e Terra dentro di sé, armonizzando la propria essenza spirituale con la dimensione prakritica (materiale) che la ospita, è il passo indispensabile per tentare di cambiare anche il sistema in cui siamo inseriti.
Un sistema caratterizzato da «consumismo e materialismo», fondato su una visione «relativistica e nichilistica» dell’esistenza e su false credenze come quella secondo cui «più si consuma e più ci si diverte». Una modalità di stare al mondo che produce negli individui isolamento, alienazione e infelicità. 
«Dobbiamo trovare un modo per ribellarci a questo sistema che ci narcotizza perché ricco di cose e povero di relazioni appaganti – è stata la riflessione offerta da Marco Ferrini -. La società in cui viviamo grida di dolore: molte persone soffrono per mancanza di opportunità e di realizzazione, la competizione è molto forte e le relazioni di amore vero sono troppo rare e deboli».
La strada per uscire dal samsara individuale e collettivo – quel ciclo sigillato di “morti e rinascite” carico di sofferenza e di angoscia che il pensiero indo-vedico porta come chiave interpretativa del nostro esistere – c’è ed è un’alternativa realmente possibile al modo di vivere attuale. Il punto di partenza è realizzare che c’è «un oltre», dentro di noi e verso cui siamo incamminati. Comprendere che «c’è qualcosa che è oltre la materia, quell’Intelligenza, Mahat, che ci fa respirare e che muove tutto». Riconoscere che «c’è una divinità nel corpo, una mano che con sapienza tira le fila della biologia».

Realizzare queste verità è «cogliere il senso della vita»: sono tali consapevolezze, infatti, che permettono alle persone di liberarsi dai condizionamenti, di sganciarsi dagli attaccamenti più morbosi verso gli aspetti materiali, evanescenti, illusori dell’esistenza - che recano sofferenza – e di focalizzasi sull’essenziale.
Un tale salto coscienziale è un patrimonio che produce inevitabilmente anche un cambiamento esterno, migliorando le relazioni interpersonali e collettive, a mettere in discussione il modello di pensiero dominante per ambire a modificare gli stili di vita e i modi di produzione e di consumo.
Perciò, il maestro Ferrini ha invitato ciascuno a fare la propria parte nel nuovo anno che inizia oggi e che offrirà a ognuno, a partire dal momento attuale, 365 quotidiane possibilità per migliorarsi e migliorare le realtà a cui si appartiene
«Quel che riusciamo a visualizzare accade; il futuro crea ciò che noi abbiamo immaginato» assicura lui, consapevole delle immense potenzialità della mente umana e del retto pensare.

Ciò che dobbiamo riuscire a concepire è innanzitutto una relazione più rispettosa con l’ambiente, con la natura. Si cominci da cose semplici come «diventare diligenti nella gestione dei rifiuti, abbattere gli sprechi che sono offensivi di per sé, scegliere di non vivere “alla moda”».
Salvare il mondo dal collasso ecologico, a cui pare destinato se non si interverrà prontamente con uno sforzo collettivo a livello globale, è essenziale anche per l’evoluzione spirituale.
«Senza mondo, senza  corpo noi non possiamo realizzarci – ha puntualizzato Marco Ferrini - per questo dobbiamo difendere l’ambiente. La materia non va vilipesa ma vista come parte integrante della nostra realizzazione: è infatti l’azione nel mondo che ci matura come persone, un’azione che sia sempre in spirito di offerta, motivata dall’aspirazione a beneficare tutti, come insegna la via filosofica e spirituale del Bhakti Yoga».

«Le soluzioni ci sono già, e altre nuove appariranno mano a mano che lavoreremo per il cambiamento, prendendoci gusto; perciò io vi parlo con ottimismo e vi esorto a non scoraggiarvi – ha concluso il Maestro –. La realtà che ci aspetta è una nuova civiltà, un nuovo modo di essere. Io probabilmente non riuscirò a vederla per una questione anagrafica, ciò nonostante per me è rilevantissimo fare la mia parte ora per questa rivoluzione, che deve essere spirituale, non violenta, gentile».
Per poter essere attori di tale rivoluzione, per poter fare ciascuno la propria parte, è indispensabile praticare giornalmente «esercizi di realtà», ovvero applicarsi quotidianamente nella sadhana, la disciplina spirituale, volta a mantenere il corpo sano, la mente lucida, la consapevolezza elevata e soprattutto a risvegliare nel cuore l’Amore, il motore più potente.
Il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo lo dobbiamo dunque prima realizzare in noi. Un impegno, questo, che rende forti, credibili, capaci di sostenere con gioia i doveri e i propositi.
E allora sarà davvero un 2020 PROSPERO E FELICE!

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