Dal Liceo all’ascolto dell’anima: imparare da “Roots in Times of Change”
Martedì 25 marzo 2025, la sottoscritta Angelina Legaspi e le mie compagne Amelie Anna Foschini, Silvia Braida e Carlotta Maria Scomazzon del Liceo del Cossatese e Vallestrona (Biella), classe 4D, siamo state coinvolte in un’attività in lingua inglese sotto la direzione del professor Matteo Rebuffa in collaborazione con la professoressa Ilaria Nigra, entrambi docenti dell’area lingue straniere.
Ci siamo dedicate all’ascolto ed alla visione di “Roots in times of change”, il secondo episodio di una serie di dialoghi in ligua inglese promossi dal CSB (Centro Studi Bhaktivedanta) di Ponsacco, nei quali Marco Ferrini e Joshua Greene, il primo italiano e il secondo americano, discorrono sul tema di estrema urgenza riguardante la saggezza spirituale secondo la tradizionale orientale indo vedica.
Il nostro compito consisteva nel controllo e nell’individuazione di eventuali errori nella trascrizione dei sottotitoli in lingua inglese del dialogo in questione. Questa attività è stata molto utile per noi studentesse di un liceo linguistico: abbiamo potuto verificare la nostra capacità di listening and comprehension, esercitare la concentrazione ed attenzione, scoprire l’importanza del lavoro di gruppo e la conseguente condivisione dei risultati.
Oltre a questi insegnamenti legati al campo scolastico dell’apprendimento, personalmente, il mio interesse più forte si è posato sugli argomenti filosofico - spirituali di cui discutono i protagonisti.
Mi ha molto colpito la riflessione sull'importanza di recuperare e trasmettere la profondità della spiritualità, specialmente in un'epoca in cui spesso prevale la superficialità. Il dialogo evidenzia come molte pratiche moderne si siano “svuotate” di significato e distorte, perdendo così il loro valore originario. La critica alla cultura contemporanea che si disseta di "acque morte" mi ha fatto riflettere su come tendiamo a cercare soluzioni rapide e superficiali per risolvere il nostro bisogno di spiritualità e di senso, senza andare più in profondità.
Mi ha impressionato anche l'approccio di Marco Ferrini nel cercare di integrare la saggezza spirituale tradizionale con la cultura occidentale, in particolare in ambito accademico. Questo sforzo di comunicare concetti complessi in modo che possano essere compresi anche in un contesto moderno, senza perderne la sostanza mi sembra una chiave fondamentale per far arrivare la spiritualità a ragazzi giovani come me. L'idea che l'educazione non debba limitarsi a un semplice titolo, ma che debba promuovere una crescita interiore, mi fa pensare all'importanza di formarsi non solo a livello intellettuale, ma anche emotivo e spirituale.
Un altro punto importante è il concetto di Bhakti come servizio verso gli altri, come forma di devozione, fa riflettere su quanto poco oggi siamo disposti ad impegnarci realmente per il bene comune, sfortunatamente troppo concentrati su noi stessi e sulle nostre necessità.
In conclusione ringrazio il professor Matteo Rebuffa per averci coinvolto in quest’attività didattico - linguistica ma soprattutto di riflessione e, soprattutto i due protagonisti del dialogo, Marco Ferrini e Joshua Greene, che tramite il loro scambio di opinioni ci hanno donato un poco di saggezza da conservare per il nostro cammino futuro.
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